Astrofotografia – tecniche base

Parte 1 – Cavalletto e Reflex

Iniziamo nel dire che si può fare astrofotografia in diversi modi e con diversi obiettivi di ripresa. Questo significa che non necessariamente occorre un telescopio con prestazioni da Hubble, ma paradossalmente potrebbe essere sufficiente un cavalletto con una semplice reflex.
Iniziamo quindi a parlare degli strumenti più semplici.
Possiamo dire che utilizzare strumenti semplici corrisponde inizialmente a riprendere soggetti semplici, come un cielo stellato, la luna e la via lattea. Non a caso, i soggetti che ho elencato, corrispondono a coefficienti di difficoltà crescenti e lunghezze focali maggiori.

Fotografare il cielo stellato

Il primo setup che possiamo utilizzare è un cavalletto con la nostra reflex. Una considerazione banale ma che molti sottovalutano; Siete al buio, e molte volte non vedrete nemmeno dove state camminando, quindi non dimenticatevi di portare con voi una torcia, meglio se del tipo da corridore da indossare sulla fronte, in modo da avere sempre le mani libere durante le operazioni impostazione della fotocamera.
Il primo quesito che vi faccio è questo:
Quale obiettivo volete utilizzare?
Badate bene che ho detto obiettivo, che significa focale ed apertura massima del diaframma!
Questi due parametri dipendono da due fattori:

  • Grandezza del campo inquadrato;
  • Il vostro portafoglio.

Non voglio scrivere un saggio sulle basi della ripresa fotografica, quindi vado dritto al punto; la grandezza del campo inquadrato vi indicherà se utilizzare ad esempio un 10mm per una paesaggio molto esteso, un 35mm per un primo piano, un 50mm per la ripresa di un soggetto un più distante. L’esperienza sul campo farà da padrone, ed in base al vostro gusto troverete la focale più adatta alle vostre esigenze. Il consiglio che vi posso dare è quello di iniziare con una focale corta, in quanto come vi spiegherò successivamente, è più semplice e generalmente consente di riprendere un paesaggio abbastanza esteso.
Ma perché non usare un 18-55mm, magari quello che vi hanno fornito in kit con la vostra reflex con apertura 3.5-5.6?
Ricordare il fattore portafogli? Ora ne parliamo.
Non vi dirò mai di non sperimentare con gli strumenti che possedete, perché solo così capirete i limiti della vostra attrezzatura, ma una cosa ve la devo dire; acquistate un obiettivo con una apertura almeno di 2.8, meglio se a focale fissa se non volete svenarvi. In caso di zoom, è ovvio che una lente 18-55mm f2.8 è il top, ma guardate i prezzi, e poi capirete che forse un 18-55 f2.8-4 ha già un prezzo più umano.
Vi posso dire inoltre che più luminoso è l’obiettivo, maggiore sarà il suo peso e le sue dimensioni, quindi se avete intenzione di utilizzarlo anche di giorno fare bene la vostre valutazioni.
Il secondo problema che ci troviamo ad affrontare è l’effetto della rotazione terrestre, che nel caso di tempi di esposizione troppo lunghi può comportare il classico effetto star trail, che nel nostro caso non è voluto e quindi cercheremo di limitarlo. A tale scopo il tempo ottimale per non avere stelle mosse si può calcolare con la seguente formula:

Tmax=550/Lunghezza Focale
La lunghezza focale in caso di sensori diversi dal formato full frame deve essere moltiplicata per il fattore di crop.

Molto bene, il nostro quadro inizia a comporsi, quindi abbiamo detto, luminosità elevata, tempi corti per limitare l’effetto mosso…cosa ci manca?
Ve lo dico io…la sensibilità ISO! Il cerchio si chiude, perché dovete cercare di mantenere la sensibilità ISO più bassa possibile per ridurre l’effetto del rumore elettronico, quel fastidioso effetto granuloso che per intenderci è lo stesso che vedete quando cercate di fare uno scatto di notte con il vostro smartphone.
Quanto spingere il valore della sensibilità ISO ve lo dirà la qualità della vostra reflex e la vostra attrezzatura, perché dovete tenere presente che la coperta è corta, perché se avete una lente poco luminosa, e utilizzate una focale lunga e quindi tempi brevi, l’unico parametro che vi rimane è l’ ISO per avere la giusta esposizione. Provare per credere.
Un consiglio:Iniziate con un 18mm a f.2.8, con tempi non superiori a 15-20s se utilizzate sensori APS-C, ed un ISO pari a 2000. Vedrete i primi risultati e inizierete a sperimentare.
Non dimenticate di fotografare rigorosamente in formato RAW per riuscire a post produrre e tirare fuori dal vostro sensore tutta la gamma dinamica possibile.

Di seguito vi propongo uno dei miei scatti eseguiti a 1400m di altezza,in pieno inverno. Da notare la quantità di inquinamento luminoso a valle.

Cielo Stellato in alta montagna,1400m s.l.m. Fujifilm XT10 e obiettivo FUJINON XF 18-55mm f/2.8-4 R LM OIS

Fotografare la luna

Io iniziai a coltivare questa passione dopo aver fotografato per la prima volta i crateri della luna.
Vi sembra semplice fotografarla? Smettete di leggere questo articolo,avete un solo scatto a disposizione, uscite in terrazza scattate una sola foto e rientrate a leggere.
Scommetto che al primo colpo non è riuscita, a meno che non l’abbiate già fatto molte altre volte.
La luna è una di quei soggetti particolari, dove l’elevata luminosità superficiale non permette di riprendere con un singolo scatto tutto ciò che gli sta attorno.
Il vantaggio di fotografare un soggetto così luminoso è che dovete utilizzare tempi molto brevi e quindi eliminerete automaticamente il problema dell’effetto mosso e del rumore elettronico.
Azzardate una focale lunga, meglio se un 300mm. Anchre a diaframmi come 5.6 riuscirete ad ottenere buoni risultati. Tenete tempi più brevi possibili e giocate con l’uso per avere una foto non sottoesposta.

La luna ripresa con un teleobiettivo Tamron a 300mm su Nikon D5000

 

Fotografare la via lattea

La via lattea è un cielo stellato, quindi valgono tutte le considerazioni fatte in precedenza. C’è un piccolo problema, non si vede ovunque.
Il crescente inquinamento luminoso limita fortemente ai nostri occhi la luminosità della via lattea, quindi a patto che non vi troviate in luoghi di alta montagna o posti poco illuminati come ad esempio al centro di un’isola, non riuscirete a fotografarla. Ma forse è proprio per questo che fare astrofotografia non è così semplice, ed allo stesso tempo é molto affascinante.
Vi mostro una fotografia che ho scattato alle Canarie, più precisamente sull’altopiano del Teide ad oltre 2000m, uno dei luoghi meno illuminati del pianeta. La differenza anche rispetto ad una via lattea ripresa sotto un cielo con moderato inquinamento luminoso è abissale, figuriamoci dal centro città.

Preparazione allo scatto nell'astrofotografia - Marco Lunardo
Via Lattea ripresa dall’altopiano del Teide, Tenerife, Canarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *